Q. in love

Ieri sera mi chiama Stefano, un mio amico, e mi fa: “Senti, sto uscendo con una fregna assurda ma ho detto alla mia ragazza che venivo da te perché ti ho visto depresso e ho paura che ti ammazzi. Consigliami un ristorante carino senza pretese e gente di merda.” Così a sfregio l’ho mandato da […]

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sabato scorso.

Sabato scorso Federica e Michele hanno organizzato un party in casa per festeggiare il parquet nuovo. Lei era da un bel pezzo che lo desiderava, ma giustamente Michele c’è andato coi piedi di piombo. Voglio dire, convivono da un anno, non sono sposati, e con un solo stipendio come ti carichi di una responsabilità del genere? Una sera sua suocera a cena ha cominciato a straparlare: “Sai che la figlia della Cinzia ha preso il parquet? Dovresti vedere quant’è bello di qua… ha portato la gioia nella coppia di là…”. Federica si è alzata dal tavolo, in silenzio, ed è andata a letto a dormire. Il giorno dopo Michele l’ha trovata davanti a Leroy-Merlin che guardava le coppie di sposini trascinare per mano i laminati. E niente: alla fine lui si è convinto e hanno fatto il grande passo. In fin dei conti è stata la scelta giusta; hanno trent’anni: se ragioni con la logica dell’aspettare tempi migliori va a finire che invecchi e non puoi nemmeno prendertene cura. Continue reading

secret party

Ultimamente ricevo un sacco di inviti a dei “secret party”. Ho chiesto ad una tizia cosa significa e mi ha spiegato che sono l’ultima deriva cialtrona di intrattenimento sensazionalista romano creato ad uso e consumo di giovani creativi disoccupati desiderosi di esclusività omologata.

Cioè, lei ha detto “una festa de cristo, zi!” ma voleva chiaramente dire questo. Continue reading

cani morti

Il problema di quando appartieni ad una minoranza integralista e massacri vignettisti nel centro di Parigi è che la gente tende a considerarti un fottuto psicotico privo del senso dell’umorismo.

E per quanto tu sia abituato a vederti dipingere come terrorista ottuso e senza scrupoli da una cultura economica dominante che prima ti bombarda gli asili per fotterti il petrolio e poi ti fa prendere a calci nel culo da Bruce Willis nelle pellicole di Hollywood, credo che dovresti considerare seriamente l’ipotesi di modificare non solo i tuoi moventi, ma principalmente i tuoi interlocutori. Continue reading

natale

Credo che i miei natali siano così deprimenti perché la mia famiglia non ha subito alcun rinnovo generazionale, nel senso che ormai siamo tutti adulti e nessuno chiaramente ha intenzione di mettere al mondo nuovi figli. Diciamo che allo stato attuale “il tavolo dei bambini” è occupato dai due aborti di mia sorella, l’ovaio policistico di mia cognata e sette pillole del giorno dopo che hanno preso il colore dei miei occhi. Continue reading

novembre.

Scusate se negli ultimi anni non ho scritto granché, ma a forza di drogarmi mi sono completamente fottuto il cervello e adesso in termini di quoziente intellettivo me la gioco coi delfini; non solo non mi viene più in mente nulla di  divertente, ma ho pure rischiato di morire soffocato perché mi è rimasto un sacchetto di plastica attaccato in faccia per due settimane. Continue reading

cerchi sui tronchi.

Al mare mi annoio facilmente, così per distrarmi calcolo quante storie importanti hanno avuto le ragazze in costume contando le smagliature da pillola anticoncezionale che hanno sulle cosce. Funziona un po’ come i cerchi sui tronchi: ogni tre linee su una chiappa corrispondono ad uno studente di odontoiatria che le ha mollate dopo 4 anni di fidanzamento. Continue reading

trutrutru

No, amico nero che mi interrompi mentre faccio aperitivo, non credo che comprerò la tua rana di compensato che fa trutrutru.

In compenso mi mostrerò affabile e interessato, ti tratterò come mio pari e mi premurerò di informarmi sulla tua storia personale; tu mi racconterai sgrammaticato dell’orribile scenario di sofferenza da cui sei fuggito e dei tuoi figli morti per uno starnuto, la tipa che sto cercando di scoparmi si impressionerà e metterà mano al portafogli, e solo allora la bloccherò con un gesto deciso facendo scivolare un paio di euro sulle tue mani questuanti, riscattandomi con inaspettata misericordia ed una spesa ragionevole da mesi in cui me ne sono serenamente sbattuto i coglioni dei vostri problemi giù a Negrolandia e delle vostre dinamiche medievali da trogloditi infibula-cugine, eccezion fatta forse per quella manciata di minuti in cui mi sono fatto intenerire dall’ennesima retorica benaltrista di qualche comico americano tipo Louis CK. Continue reading

lucertole

Il vero dramma dell’avvento degli smartphone è che ha indotto un sacco di gente noiosa a trovare una giustificazione sociologica per polemizzare sul fatto che nessuno se la incula mentre parla. Davvero pensate che mi diverta a guardare video di lucertole coraggiose su Repubblica.it quando sono seduto al bar di fronte a voi? Continue reading

Alexander Shulgin

Addio ad Alexander Shulgin, che negli ultimi 15 anni mi ha insegnato a provare empatia, amare gli alberi ed essere sessualmente promiscuo. La sua scoperta rivive nell’illusione di tutte le ragazze a cui ho detto ‘ti amo’, sfidando insicurezze, sensi di colpa e tutta una serie di precursori tossici introdotti dalla camorra tipo l’anetolo.

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